Ats, i lavoratori preoccupati«Contratto pubblico in dubbio»

Servizi sociali, allarme sindacale per il centinaio di dipendenti ora comunali.

ROVIGO – Pronto a partire entro l’anno l’Ambito territoriale sociale (Ats), 163 mila abitanti per 41 Comuni polesani. Sembra scongiurata l’ipotesi che, entro aprile 2026, non vengano individuati una sede dell’Ambito, un direttore e un Cda (consiglio di amministrazione). Fattori che costringerebbero la Regione al commissariamento.

Resta però in piedi il nodo del futuro inquadramento dei dipendenti dei Servizi sociali dei Comuni polesani, un centinaio. Nel consiglio comunale del capoluogo dello scorso 12 giugno i dipendenti di Palazzo Nodari hanno lamentato grande incertezza nella partita dell’Ats.

«Non si sa che fine faremo noi come dipendenti, se resteremo in capo al Comune o al nuovo ente e non conosciamo quali tutele vi sono» avevano spiegato in aula.

Sul tema torna Cristiano Pavarin (Funzione pubblica Uil). «Serve una garanzia di continuità, che al momento non c’è, per i dipendenti e il loro stato di servizio pubblico — spiega — La strada è che lo Statuto dell’Ats preveda espressamente che i dipendenti manterranno lo status di dipendente pubblico, a garanzia della qualità e a tutela di tutti i cittadini afferenti ai servizi».

Francesca Zeggio, sindaca di Lendinara che è il Comune capofila del nascituro organismo — chiamato a occuparsi di programmazione, concertazione e coordinamento degli interventi sociali a livello locale — sul tema cerca di rassicurare. «Nessuna preoccupazione per l’occupazione — chiarisce — è già stato deciso che i Comuni dell’Ats diventeranno sportelli periferici dell’Ambito, una volta che questo avrà una sua sede centrale con proprio personale da reperire tra le fila dei dipendenti comunali dei Servizi sociali».

L’Ats si occuperà dei servizi a famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizioni di disagio, donne e giovani, alle persone anziane e con disabilità, delle dipendenze, della salute mentale e dell’inclusione sociale. L’ambito territoriale sociale (Ats) di Rovigo comprende tutti i comuni polesani esclusi questi nove: Adria, Ariano, Corbola, Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po. Questi, a loro volta, sono raggruppati in un altro Ats da 68 mila abitanti, con capofila Adria.

Nei nuovi Ats l’Usl 5 «Polesana» avrà la responsabilità di concorrere all’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps) a fianco dei Comuni, partecipando alla definizione del Piano di zona per il Sociale. Un ruolo importante è previsto per il Terzo Settore, nella gestione dei servizi, ma anche nella programmazione.

E per i cittadini cosa cambierà? «Gli Ats sono obbligati a garantire i livelli essenziali delle prestazioni, ci sarà un inevitabile innalzamento dei servizi erogati» spiega Zeggio. Finora, il percorso di costituzione dell’Ats Rovigo sta procedendo «senza intoppi — precisa la sindaca Zeggio — Il Comitato dei sindaci sta lavorando, costituito il tavolo tecnico per le assistenti sociali. Procede anche il dibattito sulla forma giuridica che dovrà avere l’Ats Rovigo. Un’ipotesi è che si parta come consorzio, con la possibilità poi di trasformarsi in azienda speciale consortile».

Un invito ad accelerare da Samuel Scavazzin, segretario provinciale della Cisl di Padova e Rovigo: «L’invito alla politica è di convocare le parti sociali per definire insieme, rapidamente, le scelte necessarie».