TAGLIO IRPEF – Accento su produttività, contratti e potere d’acquisto

Per i sindacati si può fare di più.

Bene abbassare le tasse ai lavoratori, ma si può fare di più, soprattutto per garantire che l’aumento delle buste paga possa “reggere” la prova del calo di potere d’acquisto registrato negli ultimi mesi. E’ questa la preoccupazione dei sindacati confederali alla luce delle ipotesi di riforma fiscale al vaglio del governo.
Il segretario generale della Cisl di Padova Rovigo, Samuel Scavazzin, spiega: “Sicuramente, se verrà portata a termine, la riforma dell’Irpef sarà una buona cosa, un aiuto importante e molto utile in questo momento storico. Diciamo che potrebbe anche aiutare per ricavare qualcosa di eroso dall’inflazione.
Tuttavia, di certo non risolve il rilancio dei consumi: quello si può sistemare soltanto aumentando la produttività”. E aggiunge: “Per i lavoratori, è chiaro che servono interventi più mirati e, ovviamente più puntuali, come il rinnovo dei contratti di lavoro, quando scadono. Un’aggiunta dovrebbe essere anche la legge sulla partecipazione che noi abbiamo proposto. E’ fondamentale per la produttività. Produttività e produzione, applicando la partecipazione, dovrebbero essere le parole chiave per un cambiamento vero per tutti i cittadini”.
Pieralberto Colombo, segretario generale della Cgil di Rovigo, spiega il proprio punto di vista: “E’ quasi banale – dice – dire che ogni intervento che va a ridurre la pressione fiscale, soprattutto per quanto riguarda lavoro dipendente e pensioni, va bene. E’ chiaro però che non può bastare questo perché, come già diciamo da tempo, serve una riforma più ampia del fisco che vada in una direzione di maggiore progressività rispetto a quella che c’è oggi. Il problema del lavoro passa anche attraverso la questione fiscale che tocca in particolare i redditi più bassi e il lavoro dipendente. Potrei quindi dire che va bene, ma non è sufficiente. Si danno piccoli pezzetti a piccoli parti di società per dare segnali che poi rischiano di non essere nemmeno avvertiti in termini di potere d’acquisto. Inoltre, si dovrebbe anche iniziare a pensare alla detassazione di tutti gli aumenti contrattuali”. Gino Gregnanin, segretario regionale Uil Veneto e coordinatore territoriale Uil Rovigo, spiega: “Noi non possiamo che apprezzare un calo della tassazione sul reddito dipendente.
Già a luglio – aggiunge – il segretario generale Pierpaolo Bombardieri, dopo l’incontro con il governo, aveva espresso un giudizio positivo sulle ipotesi del taglio del cuneo fiscale e della riforma dell’Irpef. Misure che, però, da sole non bastano. Per questo la Uil ha avanzato due proposte: detassare gli aumenti contrattuali e incentivare la contrattazione di secondo livello. Tra qualche giorno si riunirà l’esecutivo nazionale della Uil e potremo esaminare con più compiutezza le proposte del governo”.