As2 in stallo, l’accusa di Cittadin:«Non tutti fanno la loro parte»

La sindaca: «I piccoli Comuni diano più affidamenti.». I sindacati: «Fare presto»

ROVIGO La situazione di AS2, società di servizi partecipata da 48 Comuni del Polesine, Provincia di Rovigo, Unione dei Comuni dell’Eridano, Consvipo, Iras e Consiglio di Bacino Rifiuti, continua a tenere banco nel dibattito politico e sindacale, con questi ultimi che chiedono al capoluogo un ruolo più forte e quindi un cambio nelle strategie della governance.

L’azienda, cui gli enti affidano in house numerosi servizi strumentali, si trova in una fase critica: mancano un direttore da due anni e un piano industriale, mentre per il 2025 sono previste perdite per mancati incassi pari a 300mila euro, in linea con quelle del 2024. Dopo il consiglio comunale monotematico della scorsa settimana, sono intervenuti i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Per Pieralberto Colombo (Cgil) i soci «devono urgentemente affidare alla partecipata ulteriori servizi di lungo periodo», valorizzando anche le attività legate ai fondi europei ereditate da Consvipo. «AS2 può diventare uno strumento operativo importante per l’Intesa programmatica d’area» ha aggiunto. Dello stesso avviso Samuel Scavazzin (Cisl): «AS2 è una municipalizzata in grado di dare risposte immediate alle esigenze del Polesine. Va sviluppata la sua funzione strategica nell’ambito dell’Intesa programmatica d’area». Per Gino Gregnanin (Uil) «è fondamentale che il Comune di Rovigo eserciti il ruolo di città guida. Il rilancio di AS2 è un atto di responsabilità verso lavoratori e comunità». La Uil, infine, propone la convocazione di un tavolo in prefettura per trasformare gli impegni politici in azioni concrete. Sul fronte operativo, i sindacati non escludono le ipotesi avanzate dal consiglio di amministrazione dell’azienda di AS2, compresa la creazione di una società di riscossione crediti provinciale. «Si può discutere di tutto – sottolineano i tre segretari – ma la guida deve essere politica, a partire dal Comune di Rovigo».

La sindaca di Rovigo Valeria Cittadin ha replicato rivendicando il lavoro svolto per riportare l’azienda nella piena legalità dell’in house providing, «dopo le criticità ereditate». «Ora gli affidamenti sono lineari e senza necessità di bandi. Ma serve che tutti i 48 Comuni, anche i più piccoli, comprendano le potenzialità di AS2 e le affidino compiti precisi».

Sul tavolo una strategia che ancora non c’è. Cittadin ha poi insistito sulla necessità di colmare il vuoto gestionale. «Manca un direttore da due anni, è come se un’azienda fosse senza testa – dice la sindaca di Rovigo -. La nomina deve essere rapida: più passa il tempo, più la situazione si complica». Tra le prospettive future, anche l’attività di recupero crediti per conto dei Comuni e delle partecipate, che richiederà formazione tecnica per il personale, oggi prevalentemente amministrativo. Una posizione in linea con le richieste dei sindacati. Ora la palla ritorna al consiglio di amministrazione e soprattutto ai sindaci soci.