Cgil, Cisl e Uil: «Sul lavoro tante tragedie come nel 2014»

Mercoledì dalle 15.30, davanti alla prefettura, sarà effettuato un presidio per sensibilizzare il rispetto e la cultura della sicurezza.

LAVORO
«Bisogna risalire alla tragedia della Coimpo, avvenuta nel 2014, per contare un tale numero di vittime sul lavoro in Polesine. Due vittime in una sola settimana sono davvero inaccettabili. E già prima di queste, la nostra provincia era l’undicesima a livello nazionale per incidenza di infortuni mortali sugli occupati e la prima in Veneto, che pure è la seconda regione italiana».
I vertici dei sindacati provinciali, Pieralberto Colombo (Cgil), Samuel Scavazzin (Cisl) e Gino Gregnanin (Uil) “alzano la voce dopo l’annesima tragedia. « Non vogliamo ridurre il problema ad un calcolo statistico. Il nostro obiettivo era e rimane zero morti sul lavoro. Le norme per fermare questa strage ci sono, ma è evidente che non sono sufficienti. Per noi la sicurezza sul lavoro è la battaglia per antonomasia, ma possiamo vincerla solo tutti insieme: istituzioni, politica, sindacato, imprese»
Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio che si terrà mercoledì dalle 15.30 alle 16.30, davanti alla prefettura.
 
LE PROPOSTE
«Noi le proposte le abbiamo. Abbiamo chiesto di rafforzare i controlli e di affrontare il grave problema della carenza di personale addetto alla vigilanza degli enti preposti. Chiediamo di stabilire un sistema di qualificazione delle imprese, al fine di introdurre criteri di accesso alle gare di appalto, private e pubbliche, basati sulle competenze delle aziende che intendono partecipare. Bisogna intervenire sulla filiera dei sub appalti dove spesso, come dicono tutti i dati, la tutela della sicurezza sul lavoro viene solo vista come costo da tagliare e pagano i lavoratori anche con la vita! Anche per questo abbiamo chiesto e firmato il recente protocollo appalti con il Comune di Rovigo».
 
STRETTO LEGAME
Il tema della sicurezza è strettamente legato a quello della legalità. «Dove non c’è rispetto delle regole su contratti, orari e organizzazione del lavoro, non c’è sicurezza. L’illegalità spinge molti lavoratori ad accettare condizioni inadeguate e rischiose. La mancata formazione rappresenta una delle violazioni più frequenti riscontrate durante i controlli. Eppure la formazione è proprio la chiave della prevenzione e andrebbe incentivata con investimenti adeguati. In attesa di riuscire ad inserirla nei programmi scolastici, possiamo promuoverla nelle imprese locali, attraverso la contrattazione e l’organizzazione di corsi per dipendenti e datori di lavoro, come previsto dal recente accordo Stato-Regioni, perché comprendano che il rispetto delle regole non è un costo per l’azienda, ma un vantaggio per tutti. Va valorizzato il ruolo di Rls, Rlst e Rlssp, presenti in ogni realtà produttiva».
Secondo i sindacati «in Pollesine ci sono tante situazioni di disagio, ma non mancano realtà virtuose, aziende che investono in sicurezza, pretendono il rispetto delle regole e trasmettono ai propri dipendenti la consapevolezza che la sicurezza sia un valore fondamentale. Il nostro intento è quello di rendere più efficaci e la normativa esistente, mettendo in campo tutti i progetti, le iniziative e le risorse necessarie perché le misure a tutela della salute e della sicurezza siano più conosciute, più applicate e più monitorate. Siamo convinti che si stia diffondendo, soprattutto tra i giovani, una sensibilità diversa, ma sta a noi incoraggiarla e non deluderla».