Sicurezza sul lavoro: un’altra vittima. Cgil, Cisl e Uil di Rovigo: “Inaccettabile. Passiamo ai fatti concreti”

Pieralberto Colombo, Samuel Scavazzin e Gino Gregnanin chiedono un confronto immediato dopo l’ennesimo decesso, a San Martino di Venezze è morto un 47enne cadendo da un silos.

ROVIGO – “Un’altra vita stroncata da un infortunio sul lavoro. A nemmeno una settimana dalla morte di Luca Domenicale, a Taglio di Po, il Polesine piange un’altra vittima. Vuol dire che si può e si deve fare di più. In attesa che sia verificata la dinamica dell’accaduto, esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia del lavoratore, precipitato da un silos a San Martino di Venezze”

Così Pieralberto Colombo, Segretario Generale Cgil Rovigo, Samuel Scavazzin, Segretario Generale Cisl Padova Rovigo e Gino Gregnanin, Coordinatore provinciale Uil Rovigo.

Soltanto lo scorso marzo un altro lavoratore polesano, di origini romene, ma residente Ceregnano, ha perso la vita a causa di una vicenda molto simile, precipitando da un silos nel ferrarese. “Non possiamo accettare che il Polesine si confermi come una delle province con un’alta incidenza di mortalità sul lavoro – sottolineano i Sindacati – superiore alla media nazionale. Non possiamo aspettare l’attuazione del decreto sicurezza del governo, che ci impegniamo comunque a migliorare attraverso gli interventi attuativi previsti, né quella del piano strategico triennale per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro approvato dalla Regione. Ormai da tempo chiediamo a chi responsabile di governo a tutti i livelli di passare dalle enunciazioni ai fatti concreti. È urgente un confronto immediato sul territorio che coinvolga le parti sociali, le istituzioni e le associazioni di categoria, per definire una strategia comune che agisca sia sul fronte della prevenzione, con la diffusione di una cultura della sicurezza a tutti i livelli, che sul piano dei controlli, con un aumento significativo degli organici degli enti preposti e aggravando le sanzioni per chi non rispetta le regole”.

“L’ennesima morte sul lavoro in provincia di Rovigo: è deceduto un giovane operaio mentre stava lavorando in un’azienda tra San Martino di Venezze e Mardimago. L’ennesima caduta dall’alto, una delle cause che ha mietuto più vittime durante il 2025 nella nostra regione e non solo. Nonostante i protocolli, i controlli, gli allarmi, non si riesce a spezzare questa lunga catena di infortuni.

Occorre un passo in più, occorre capire che la fretta e il profitto non possono costare vite umane. Bisogna rallentare, fermarsi quando si percepisce il pericolo, mettere la vita al primo posto”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Uil Veneto Roberto Toigo, esprimendo la sua vicinanza alla famiglia della vittima.