Due operai schiacciati dal tir: muore 61enne
È il quarto decesso sul lavoro in 5 settimane in Polesine: gravissimo il collega Lavoravano per la ditta Est Cantieri di Lendinara, installavano delle telecamere
LA CRONACA
ROVIGO Quattro morti sul lavoro in cinque settimane. In Polesine il conto si allunga ancora, questa volta lungo il tratto sud dell’autostrada A31 Valdastico, nel Vicentino, dove ieri un operaio di 61 anni, Nazario Pontellato di Villamarzana, ha perso la vita mentre stava lavorando in un cantiere di sicurezza stradale. Il collega che era con lui è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Bortolo di Vicenza.
L’INCIDENTE
L’incidente è avvenuto attorno alle 13, in direzione Piovene Rocchette, tra i caselli di Noventa Vicentina e Agugliaro. I due operai, dipendenti della ditta Est Cantieri di Lendinara e impegnati per conto di Sicurmax nell’installazione di telecamere, si trovavano a bordo strada mentre stavano raccogliendo i birilli che delimitavano il cantiere. La zona era segnalata da diverse centinaia di metri, ma un camion in transito li ha travolti. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia stradale, l’urto sarebbe avvenuto con lo specchietto e parte della fiancata del mezzo pesante, che li ha spinti contro il loro furgone parcheggiato in corsia di emergenza. Pontellato sarebbe morto sul colpo.
I SOCCORSI
A dare l’allarme è stato l’autista del camion, dipendente di uno spaccio di dolciumi di Borgoricco, nel Padovano, che stava rientrando in azienda dopo le consegne. Sotto choc, è stato portato in ospedale per accertamenti. Sul posto sono arrivate un’ambulanza di Noventa Vicentina, l’elisoccorso decollato da Verona e le squadre dei vigili del fuoco. Per il 61enne non c’è stato nulla da fare. Il collega è stato stabilizzato e trasferito in volo a Vicenza, dove è stato subito dirottato in terapia intensiva. Sul corpo di Pontellato verrà disposta l’autopsia.
Il tratto autostradale è rimasto chiuso per ore, fino dopo le 18, con il traffico deviato su una sola corsia nella carreggiata opposta, mentre gli agenti della Polstrada e gli ausiliari della viabilità procedevano ai rilievi. Sul posto anche i tecnici dell’autostrada.
LE REAZIONI
Duro il commento dei sindacati, costretti a intervenire ancora una volta a distanza di pochi giorni dagli altri incidenti mortali. «È di un morto e di un ferito in gravissime condizioni il bilancio del tragico incidente sul lavoro dichiara il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toìgo. Le indagini chiariranno la dinamica, ma resta la necessità di un cambio di passo sulla sicurezza. I numeri sono drammaticamente alti. Non possiamo pensare che più di così non si possa fare: i veri nemici della sicurezza sono indifferenza e rassegnazione».
Per Samuel Scavazzin, segretario Cisl, «si può delegare tutto, ma non la salute e la sicurezza». Esprime vicinanza alla famiglia e richiama la necessità di «un cambio culturale, perché le leggi ci sono, ma servono controlli e controlli preventivi, che servano anche a insegnare e formare».
Pieralberto Colombo, segretario Cgil, sottolinea come «siamo pienamente dentro quegli ambiti che abbiamo più volte denunciato essere tra i più pericolosi: si allunga la filiera degli appalti e subappalti, e una percentuale molto elevata di incidenti avviene proprio qui. E specialmente nei cantieri stradale». Aggiunge che «gli investimenti si possono fare, ma temo che si tenda a risparmiare anche sulla sicurezza». Anche da lui le condoglianze alla famiglia.
IL PRECEDENTE
Un precedente analogo si era verificato pochi mesi fa sulla vicina A13. Nel pomeriggio del 17 marzo, al chilometro 68 in direzione sud, tra Boara e Villamarzana, un operaio 44enne di nazionalità marocchina era stato investito da un furgone mentre lavorava in un cantiere mobile. L’incidente era avvenuto attorno alle 15: l’uomo, impegnato nelle operazioni di segnalamento, era stato travolto e ucciso. Ferite altre due persone a bordo del furgone, mentre gli altri tre operai presenti erano rimasti illesi e avevano allertato i soccorsi.
