Basta morti sul lavoro – i Sindacati incontrano il Prefetto
La richiesta dei sindacati in un presidio davanti palazzo santo stefano
«Una procura nazionale per gli incidenti sul lavoro»
Un presidio unitario contro le morti sul lavoro. È con questo obiettivo che ieri mattina le organizzazioni sindacali locali Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovate davanti alla Prefettura, per chiedere con forza un cambio di rotta sul tema della sicurezza. Tutto è iniziato con un momento di raccoglimento e vicinanza alla famiglia dell’ultima vittima, davanti all’azienda dove si è verificato l’ennesimo infortunio mortale. Da lì, il presidio si è spostato davanti a palazzo Santo Stefano per chiedere risposte concrete alle istituzioni. Al termine, una delegazione sindacale è stata ricevuta dal capo di gabinetto al quale è stato consegnato il documento che sarà trasmesso al governo centrale. Nel merito, Massimo Zanetti (Uil) ha chiarito: «Chiediamo l’istituzione di una Procura nazionale che si occupi di queste vittime sul lavoro, che spesso non sono incidenti ma veri e propri omicidi. Quando si tolgono i dispositivi di sicurezza a una macchina e muore un operaio, è difficile parlare di fatalità». Tra le richieste anche il patrocinio legale gratuito per le famiglie e una maggiore attenzione alla formazione. Numeri che pesano come macigni. «Nel 2025 il Veneto ha registrato 104 morti sul lavoro – aggiunge Zanetti – con un incremento significativo rispetto alle 72 vittime del 2024. In Italia negli ultimi dieci anni abbiamo avuto 10 mila morti e oltre sei milioni di infortuni». Sulla stessa linea Gianluca Badoer (Cgil): «Il problema dei morti sul lavoro rende incivile un Paese che si definisce civile. Siamo stanchi di appelli inascoltati, servono soluzioni concrete e responsabilità che portino anche a punizioni». E ha aggiunto: «Non possiamo sacrificare la vita dei lavoratori all’ordine del profitto, servono dignità e rispetto».
Per Samuel Scavazzin (Cisl) le parole chiave sono tre: «Prevenzione, cultura e formazione. Bisogna ampliare gli organici ispettivi per prevenire, non per bastonare. E serve una formazione vera, pratica, non solo online, capace di cambiare la cultura del “si è sempre fatto così”». Il messaggio del presidio è chiaro: la sicurezza deve entrare nelle fabbriche e nelle aziende. L’unico obiettivo accettabile è zero morti sul lavoro. —
