Presidio davanti alla Boldrin: non si può morire di lavoro!
Selvazzano, 26 marzo 2026 – Presidio della Cgil, Cisl e Uil davanti ai cancelli della Boldrin Anselmo per la morte di Mbow Pape Mamour, giovane operaio di 22 anni, per ribadire che la sicurezza sul posto di lavoro deve essere un investimento inderogabile.
«Non bisogna rimanere in silenzio – ha detto Gianluca Badoer segretario generale Cgil Padova – è uno stillicidio continuo, si continua a morire perché non vengono rispettate le norme sul lavoro. Bisognerebbe istituire una procura speciale e sanzionare in maniera adeguata chi è responsabile».
Presenti anche tutti i rappresentanti di tutte le sue federazioni della Cisl Padova Rovigo.
«E’ scandaloso trovarsi nel 2026 a parlare ancora di morti sul lavoro – ha detto il segretario generale Samuel Scavazzin-. Le misure che abbiamo chiesto vanno messe in pratica con urgenza. Bisogna investire in formazione continua, non solo per i lavoratori, ma anche per i datori di lavoro, che devono comprendere come le misure per le tutela della sicurezza non siano un costo, ma come una risorsa per l’azienda».
«Io credo che si debba ripensare al modo in cui produciamo e non in termici di numeri, ma su quello che è l’approccio al modo di lavorare – ha detto Massimo Zanetti coordinatore Uil Veneto- Padova – .E non deve essere uno scontro fra istituzioni, ma ci deve essere un confronto. Si deve lavora per una formazione continua, lo Spisal è sottorganico, è anche questa è una questione che deve essere affrontata e bisogna pensare ad istituire una procura speciale».
«Aumentare i controlli, assumere e formare il personale necessario, abolire le leggi che producono precarietà e ricatto sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori, investire in sicurezza e introdurre, nel nostro paese, una norma che punisca il reato di omicidio sul lavoro, in caso di chiare e accertate responsabilità » – ha detto Daniela Ruffini Segretaria provinciale del Partito della Rifondazione comunista Padova.
