Al cinema Duomo serata e documentario dedicato alla sicurezza in fabbriche e cantieri
Morti sul lavoro: piaga da superare.
In sala la testimonianza di una madre che perso il figlio. Cgil, Cisl e Uil: “Insistere su cultura e controlli”
ROVIGO – L’emergenza della sicurezza sul lavoro e il dramma di chi ha perso un proprio caro. La testimonianza dei genitori di un ragazzo morto mentre lavorava in una ditta in subappalto in provincia di Treviso.
Giovedì scorso al cinema teatro Duomo di Rovigo è stato trasmesso il documentario film “Articolo 1”sul tema del le morti sul lavoro, “che – fanno sapere i segretari polesani di Cgil, Cisl e Uil – rimane una vera e propria emergenza anche nel nostro territorio che nel 2025 è diventata la provincia del Veneto con la più alta incidenza di morti sul lavoro in rapporto alla popolazione attiva”. Cgil, Cisl e Uil di Rovigo, a ridosso del 1 maggio, hanno voluto tenere acceso un faro sul drammatico tema della salute e sicurezza sulla voro. “Troppo spesso – dicono i segretari Pieralberto Colombo (Cgil), Samuel Scavazzin (Cisl) e Gino Gregnanin (Uil) – tale questione suscita attenzione e sdegno solo nei giorni in cui avvengono incidenti mortali sul lavoro, poi si spengono i riflettori e poco o nulla cambia, lasciando sole le famiglie dichi ha perso i propri cari. Questo tema deve essere assunto come priorità quotidiana con interventi veri, che proponiamo da anni, sulla formazione di datori di lavoro, lavoratori e nelle scuole per cambiare la cultura sul lavoro e la sicurezza, così come sulla prevenzione, investendo sul personale degli enti preposti ed anche sulle sanzioni, che devono servire da deterrente”.
Come ha dimostrato anche il docufilm in alcuni settori lavorativi, a cominciare da dove si allunga la filiera di appalti e sub-appalti, la sicurezza dei lavoratori “viene spesso vista come un costo da scaricare sulle persone, un rischio calcolato per far prevalere la logica del profitto. Anche su questo come organizzazioni sindacali proponiamo interventi normativi chiari e più stringenti”. Emblematica è stata,
dopo la proiezione del film, la testimonianza dei genitori e della sorella, presenti in sala, di Mattia Battistetti giovane lavoratore di 23anni in una ditta in appalto deceduto sul lavoro in provincia di Treviso.
Mamma Monica, con il racconto della loro tragica esperienza, ha toccato l’anima di tutti i presenti, ricordando quanto la lotta per superare la piaga delle morti sul lavoro sia ancora una strada tortuosa e debba essere di tutti,
“perché a chiunque – rimarcano i sindacalisti – potrebbe accadere”. Grazie alla testimonianza è arrivata anche una richiesta di giustizia perla morte di Mattia, dopo 3 annidi processo penale.
I segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno anche citato il “tavolo sulla sicurezza sul lavoro” creato dalla prefettura di Rovigo con la partecipazione di Cgil, Cisl e Uil, enti istituzionali che hanno competenze in materia di sicurezza sul lavoro e associazioni datoriali.
Infine ricordato che è possibile effettuare donazioni sul conto corrente che Cgil,Cisl,Uil hanno aperto per raccogliere fondi da devolvere alle famiglie dei deceduti sul lavoro in Polesine nel 2025.
