Protocollo anti-caporalato. Per la Fai Cisl, l’inizio di un percorso di legalità e rispetto dei diritti.

Un percorso verso la legalità in agricoltura, il rispetto dei diritti dei lavoratori e il contrasto al caporalato in tutto il Polesine fino al resto del Veneto.

ROVIGO – Parte da Castelguglielmo un percorso verso la legalità in agricoltura, il rispetto dei diritti dei lavoratori e il contrasto al caporalato in tutto il Polesine fino al resto del Veneto. È questa la proposta della Fai Cisl Padova Rovigo, firmataria, insieme alle altre Organizzazioni sindacali, alla Regione Veneto, al Comune di Castelguglielmo e alle associazioni di categoria del settore agricolo, del “Protocollo di intesa per la gestione operativa degli interventi di rigenerazione urbana e sociale nel Comune di Castelguglielmo”. L’accordo prevede lo stanziamento di 1,6 milioni di euro con fondi Pnrr, per recupero di due fabbricati rurali da trasformare in alloggi dignitosi destinati ai lavoratori agricoli stagionali e il superamento degli insediamenti abusivi.

A dare il benvenuto ai presenti, il segretario generale della Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin: “Ringrazio l’assessore Bond per la sua presenza e la Fai Cisl per questa iniziativa, fondamentale per il nostro territorio polesano e in particolare per un settore importante come l’agricoltura, che non si reggerebbe senza l’apporto dei lavoratori stranieri. Si tratta di un’iniziativa importante anche sotto il profilo della riqualificazione degli edifici. Penso che questo protocollo sarà il primo tassello di un processo importante”.

L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto Dario Bond ha annunciato l’avvio dell’iter “per formulare quanto prima un progetto di legge regionale per mettere a disposizione dei lavoratori stagionali abitazioni dignitose. Casette prefabbricate che permettano loro di vivere insieme in modo dignitoso. Ci sono altre province del Veneto – ha aggiunto Bond – dove questo già viene fatto. In molti casi tra il vicentino e il veronese le aziende si sono organizzate. In altre aree come il padovano, il Polesine e il veneziano c’è quasi tutto da costruire. Risolvere il problema della casa per i lavoratori agricoli è fondamentale ed è questa la ragione per cui sono qui oggi. Il protocollo sottoscritto con il Comune di Castelguglielmo, che prevede l’utilizzo di volumi di edifici rurali, ha già del miracoloso. Eppure c’erano 188 milioni a disposizione del Pnrr e ne sono stati utilizzati solo 35,5. Si fa presto a denunciare tragedie come quelle che nei giorni scorsi hanno coinvolto dei braccianti. Ma nei fatti non ci siamo, mentre qui il caporalato c’è. Anche attraverso questo progetto unico, è partita l’idea di evitare una serie di occasioni di sfruttamento. Il passaggio successivo è il trasporto, un altro fattore che condiziona la vita quotidiana dei lavoratori. Si potrebbe pensare ad un accordo con le società di trasporto locale o associazioni di volontariato perché possano raggiungere autonomamente il posto di lavoro? Quello che dobbiamo tenere presente – ha concluso l’assessore regionale – è che queste persone ci danno un servizio che noi altrimenti non saremmo in grado di coprire”.

Secondo il segretario generale della Fai Cisl Padova Rovigo Gilberto Baratto, l’accordo può essere l’inizio di un percorso che parte dalla casa e porta al rispetto delle regole a 360 gradi nel lavoro agricolo, con il coinvolgimento anche degli enti bilaterali per la programmazione della formazione e di altre misure per contrastare il mismatching. “La firma di questo protocollo nasce da un’iniziativa del prefetto di Rovigo che comprendeva anche il Comune capoluogo. Poi il progetto è proseguito soltanto con il Comune di Castelguglielmo che ha ottenuto i fondi Pnrr per il recupero di due edifici rurali, finanziamento che favorisce il superamento delle questioni abitative per i lavoratori agricoli. Quelli stranieri in particolare sono facile esca per i caporali che li fruttano sia sotto il profilo occupazionale che per gli alloggi, comprimendo diverse persone in piccoli appartamenti. Ora noi come Fai Cisl proponiamo che, con il sostegno degli assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro, si possa proseguire questo percorso per definire, insieme agli enti bilaterali, misure di contrasto al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, creando l’opportunità di trovare o far trovare lavoro a persone che lo cercano, togliendo la manodopera ai caporali. Il rodigino è un territorio prettamente agricolo. La discussione negli enti bilaterali sta cominciando e questo progetto permetterebbe ai lavoratori a trovare alloggio e lavoro. L’apporto della Regione è fondamentale perché gli enti bilaterali devono accreditarsi presso Veneto Lavoro per portare avanti il contrasto al mismatching e favorire l’incontro tra domanda e offerta”.