Un welfare a servizio del benessere

Promosso da Enaip Veneto e realizzato grazie ai Fondi europei della Regione del Veneto.

LENDINARA- Un nuovo patto per il benessere. Grande partecipazione
mercoledì 8 luglio nella sala consiliare del Comune di Lendinara per l’eventopubblico “Bene-stare, stare-bene. Win-Win: Welfare integrato network. Un nuovo patto per il benessere”, promosso da Enaip Veneto nell’ambito del progetto “Well-Fare-Il welfarecheconnette. Retiterritorialiperilwelfare aziendale”, realizzato grazie ai Fondi europei della Regione del Veneto. Il progetto “Bene-stare, stare-be ne ”si propone di rispondere ai cambiamenti demografici, sociali ed economici in corso attraverso un modello di welfare territoriale capace di mettere in relazione imprese, servizi, istituzioni e comunità.
Ad oggi il progetto conta 169 destinatari aderenti, si è esteso da Rovigo alla BassaPadovana, e prevede attivitàdi formazione, accompagnamento alle imprese, sviluppo di piani aziendali personalizzati, momenti di ascolto, workshop, focusgroup einiziative di diffusione della cultura del benessere. La firma del Protocollo di rete rappresenta quindi non un adempimento
formale, ma il primo risultato concreto di un percorso che punta a consolidarsi nel tempo.
Dopo i saluti istituzionalidi Francesca Zeggio,sindaco di Lendinara, MonicaPavarin, assessore del Comune di Lendinara, Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, Beniamino Caputo per la Regione Veneto, e la lettura del saluto dell’assessore regionale Valeria Mantovan, l’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Francesco Seghezzi di Adapt, che ha evidenziato
comeil problema principale non sia più soltanto la disoccupazione,
ma la crescente carenza di lavoratori e competenze.
Francesca Pizzo, segretaria Cisl Padova e Rovigo, ha evidenziato il valore della rete come opportunità per costruire circolarità tra bisogni, servizi e competenze. Gino Gregnanin, Segretario UilVeneto, ha postol’accento sul legame tra produttività, salari, qualità della vita, sviluppo sostenibile del territorio e decisioni fondate sui dati.
LucaBertuoladi Confcommercio ha indicato universalità, solidarietà, sussidiarietàe stabilità dei diritti come principi fondamentali
per evitare nuove disuguaglianze nell’accessoai servizi. Laura Benassù di Confimi ha sottolineato l’impegno delle imprese nel mettere la persona al centro, anche attraverso il rapporto con le scuole, l’orientamento e la costruzione di ambienti di lavoro più inclusivi.
Roberta Cusin di Acli Rovigo ha evidenziato l’importanza di valorizzare luoghi, relazioni e opportunità già presentinel territorio,contrastando l’idea che “non ci sia nulla” e rafforzando il senso di comunità, soprattutto per i giovani. Elisa Giordanidi Ebiro ha richiamato la necessità di  lavorare insieme, aggiornare gli indicatori di monitoraggio e renderegli strumenti del progetto realmente utili per leggere l’evoluzione dei bisogni. Cinzia
Bonan diAnteas Veneto ha posto l’attenzione sull’i nvecchiamento della popolazione, sulla non autosufficienza e sulla necessità di superare la frammentazione dei servizi attraverso coprogettazione, reti territoriali e pari dignità del Terzo settore nei tavoli di programmazione. Bruna Muradel Csir dell’Università di Padova ha infine sottolineato il valore di un linguaggio comune, della raccolta sistematica dei dati e dell’integrazione
tra analisi quantitativa e lettura qualitativa dei contesti territoriali.