“Basta morti sul lavoro”: presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Rovigo

ROVIGO – “In soli otto giorni, due lavoratori polesani sono morti sul lavoro: Luca, a Rosolina, e Mirko, a San Martino di Venezze. È inaccettabile.”
Con queste parole Pieralberto Colombo, segretario della Cgil di Rovigo, ha aperto qesto pomeriggio, davanti alla Prefettura, il presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil, organizzato per chiedere misure concrete e immediate contro le troppe morti bianche. Lo striscione esposto in piazza diceva tutto: “Basta morti sul lavoro”.

Dopo un minuto di silenzio e un applauso in ricordo delle vittime, i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto per consegnare un documento con le proposte condivise.

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Per Samuel Scavazzin, segretario della Cisl di Padova e Rovigo, il punto di partenza deve essere la formazione.
“Ogni lavoratore deve sapere che può fermarsi se è in pericolo. Ogni datore deve ricordarsi che prima del profitto c’è la vita. Serve una cultura della sicurezza che parta dalle scuole, perché solo così potremo cambiare davvero le cose.”
Scavazzin ha parlato anche di contratti pirata e sfruttamento: “Chi risparmia sulla sicurezza e sulla dignità dei lavoratori non può continuare a operare. Non possiamo più dire ‘si è sempre fatto così’: è inaccettabile. Due morti in otto giorni sono troppi, non possiamo più voltare lo sguardo.”
Il presidio
La manifestazione si è conclusa con l’impegno delle tre sigle sindacali a non abbassare la guardia e a proseguire le iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione. “La sicurezza non è un costo – hanno ribadito i sindacati – ma un diritto fondamentale.  E ogni vita persa sul lavoro è una sconfitta per tutto il Paese.”