Padre di quattro figli morto in fabbrica. Una colletta a sostegno della famiglia.
Operaio di 46 anni schiacciato dal muletto alla «Polimero»: si indaga per omicidio colposo.
Era arrivato ad Arquà Polesine da Pordenone circa un anno e mezzo fa Said El Qadi, l’operaio marocchino di 46 anni morto schiacciato dal rovesciamento di un muletto nel pomeriggio di domenica, nel capannone della «Polimero» di Rovigo, produttore di materie plastiche: lascia quattro figli, il maggiore di terza superiore ed il minore alle elementari di Arquà, e la moglie. El Qadi era inquadrato con un contratto di somministrazione lavoro, il vecchio interinale,della durata di 15 giorni. «Non lo conoscevo – commenta amareggiato il sindaco di Arquà, Enrico Serafin – e so solo che la famiglia sta valutando se ricorrere ad un avvocato». Yassine El Quadi, uno dei figli dell’operaio scomparso, Yassine, gioca nel Duomo Calcio. La società sportiva rodigina, colpita dall’accaduto, ieri ha sospeso tutte le attività. «Con profondo cordoglio informiamo della scomparsa di Said, Padre del giovane atleta Yassine» scrive il Gruppo sportivo, annunciando l’avvio di una raccolta fondi a sostegno della famiglia. Nel pomeriggio di ieri erano già stati raccolti 3.457 euro.
Sull’incidente in fabbrica – il terzo sul lavoro con esito mortale in Polesine in un mese, dopo i decessi del 28 ottobre scorso del 29enne di Porto Viro Luca Domenicale e del 4 novembre del 47enne di Monselice Mirco Furlin – la procura indaga per omicidio colposo. Lo Spisal dell’Usl 5 è ancora all’opera per ricostruire la dinamica ed accertare le eventuali responsabilità penali. Secondo i dati dell’osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente «Vega» di Mestre, in Polesine sono otto i decessi sul lavoro rilevati nel 2025.Duro il commento del segretario della Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin, affiancato da Enrico Rigolin della Femca (Federazione Energia, Moda, Chimica e Affini) ed Andrea Padoan di Felsa Cisl Veneto (Federazione Somministrati e Atipici). «Alcuni studi – affermano – suggeriscono che la percentuale di incidenti può aumentare in prossimità della scadenza del contratto (o della missione per un lavoratore somministrato), per un aumento di stress o la pressione. Una circostanza che rende questa ennesima morte sul lavoro, se possibile, ancora più inaccettabile».
La «Polimero Srl» in via Martiri di Belfiore, nella frazione di Sant’Apollinare, occupa una quindicina di addetti e lavora a ciclo continuo. L’azienda rigenera scarti di plastica, trasformandoli in materiale utilizzato per la produzione di pellicole, tubi e altri articoli plastici. Il 17 luglio 2013 un rogo distrusse il capannone. Le consulenze della procura non riuscirono a stabilire con esattezza la causa del rogo, che comunque non fu di origine dolosa.
